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VENERE E ADONE AL TEATRO KISMET
Teatro Kismet OperA
presenta
Venere e Adone
di Valter Malosti
sabato 28 febbraio h 21.00
domenica 1° marzo h 21.00
Si apre con lo spettacolo di Valter Malosti Venere e Adone l’ultima sezione della stagione del teatro Kismet intitolata Tempo rubato: l’appuntamento è fissato per sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo alle 21 (info 080.579.76.67). Dopo un Macbeth traboccante di invenzioni registiche, Valter Malosti con la compagnia Teatro di Dioniso torna a Shakespeare portandone in scena un piccolo capolavoro, un concentrato di arguzia, comicità farsesca e sensualità, che diviene per il regista torinese «un vertiginoso punto di partenza per una ricerca sulle variazioni, le declinazioni e le auto-contraddizioni del tema ‘amore’». Venere è qui una dea/macchina, dea ex machina ma anche sex machine, macchina barocca che tritura suoni e sputa parole. Una macchina di baci, una macchina schizofrenica di travestimento, una macchina di morte per l’oggetto del suo amore: Adone. La sezione Tempo rubato, ultima della stagione, proseguirà con gli spettacoli: Mangiami l’anima e poi sputala di Fibre Parallele (giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 marzo alle 21), Sonniloqui del Crest (giovedì 12 e venerdì 13 marzo alle 21), La Busta di Scimone Sframeli (sabato 14 e domenica 15 marzo alle 21), (a+b)³ dei Muta Imago (appuntamento “Piccinni al Kismet”, il 21 e 22 marzo, rispettivamente alle 21 e alle 18), Nella solitudine dei campi di cotone produzione Krypton – Cauteruccio/Egumenteatro (martedì 24 e mercoledì 25 marzo alle 21) e Tra la terra e il cielo di Giorgio Barberio Corsetti (sabato 28 e domenica 29 marzo alle 21). Inoltre nello spazio del corridoio del Kismet da questa settimana sarà possibile apprezzare i nuovi lavori degli artisti che hanno partecipato al progetto Album. A futuro segreto. Ai lavori, già presenti, di Emanuela Bartolotti, Valentina Vetturi, Lea Caputo, Paolo Pandullo, Carlo Michele Schirinzi, Margherita Ragno e Pia Livia Di Tardo, si aggiungono questa settimana quelli di Giovanni Matteo, Giuseppe Teofilo e Tiziano Serra. Le opere esposte (che si potranno apprezzare in tutte le giornate di spettacolo e su appuntamento chiamando lo 080.579.76.67) sono il risultato di un invito fatto agli artisti dallo stesso Kismet: invito a cimentarsi col tema del “futuro segreto” e a farlo partendo dalle parole di scrittori, poeti e filosofi del Novecento. Il progetto avrà un’ennesima fase a metà marzo con l’esposizione delle ultime opere (di Nico Viso Angiuli, Paolo Guido e Luigi Mastromauro) e un momento conclusivo il 29 marzo con una conversazione dotta condotta dal critico Pietro Marino. Biglietti 18 l’intero, 12 il ridotto, 7 per possessori di Carta Kismet, 2 per possessori di SuperCartaKismet. Info 080.579.76.67.
S-CONSIGLI PER IL FINE SETTIMANADite la verità, quante volte vi siete domandati: “Cosa facciamo questo fine settimana?!”.
Spesso finite per alternare pizzeria, pub, discoteca, cinema?!
Sfogliando il giornale però potreste leggere come tanti nostri coetanei combattono la noia…
Per il venerdì potreste andare a picchiare qualche rumeno a caso.
Siete un po’ troppo stanchi per farlo? Allora perché non dar fuoco al primo barbone che troviamo in stazione?!
Il sabato è il giorno del divertimento frenato per eccellenza…e allora forza, cosa aspettate?!
Magari come aperitivo potreste andare a lanciare i sassi dal cavalcavia e poi in seconda serata potreste far ubriacare la vostra miglior amica per poi violentarla tutti insieme…
La domenica magari sarebbe meglio iniziare a recuperare le energie per la nuova settimana, quindi magari perché non andare a bere un po’ con gli amici e poi tornando a casa con la macchina provare a vedere quante persone riesco a investire e se la Polizia riesce davvero a trovarci?!
Buon fine settimana, poveri noi…
NO! QUEL FUNERALE IN CHIESA NON DEVE FARSI
Ci risiamo...ma vorrei solo capire se questa sia stata una scelta o un'imposizione!
IL MALATO IMMAGINARIO AL TEATRO PICCINNITeatro Kismet OperA presenta
Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire di Teresa Ludovico debutto nazionale mercoledì 11 febbraio h 21.00 Teatro comunale Piccinni
Debutta mercoledì 11 febbraio, alle 21 al teatro comunale Piccinni di Bari, la nuova produzione del Teatro Kismet OperA Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire di Teresa Ludovico (repliche fino a domenica 15, sempre alle 21, domenica alle 18: info 080.521.24.84). Riscrittura originale, con le scene e le luci curate dal Premio Ubu Vincent Longuemare e con la consulenza musicale dei maestro Nicola Scardicchio e Leonardo Smaldone, lo spettacolo vede protagonisti in scena Augusto Masiello, Marco Manchisi, Serena Brindisi, Ilaria Cangialosi, Michele Cipriani, Andrea Fazzari e Daniele Lasorsa. Con loro in scena ad arricchire il tutto con le musiche eseguite dal vivo, i maestri Michele Di Lallo (fagotto) e Cosimo Castellano (pianoforte). Componente importante nell’allestimento del Kismet, la musica è quella di Nino Rota autore tra il ’76 e il ’78 per il coreografo Maurice Béjart della suite Le Molière imaginaire, che torna quindi nello spettacolo del Kismet dando vita a un dialogo “immaginario” proprio fra Rota e Molière.
Tra fedeltà al testo originale, invenzioni registiche, ironia e sarcasmo, lo spettacolo sposta l’ambientazione dalla Francia del ‘600 a una casa del Sud Italia, in un bianco e nero da pellicola neorealista, disegnando un Argante (il protagonista, qui interpretato da Augusto Masiello) che “ha molto in comune con lo stesso Molière” spiega la regista. “Molière e Argante hanno un punto in comune: l’immaginazione. Entrambi possono vivere solo a condizione di immaginare. Argante ha bisogno di immaginare la malattia per sfuggire alla vita, sollevandosi da una quotidianità che pullula intorno. E’ vittima e carnefice di sé, del suo male di vivere, dei medici e così sacrifica il bene di sua figlia al suo interesse. Non è un brav’uomo. Si occupa di sé, esclusivamente della sua malattia, lo fa per non vivere e in questa sua distorsione si presenta come personaggio molto attuale” specifica la Ludovico. Col suo personaggio, a smorzarlo, Tonietta la serva e una maschera di Pulcinella (entrambi i ruoli sono affidati a Marco Manchisi), incarnazione entrambe di quell’anima popolare, beffarda, liquida, che pervade tutta l’opera di Molière.
Spettacolo fortemente “corale”, Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire vuol essere un omaggio al “popolo del teatro” e vuol proporsi nella misura di un “lavoro collettivo” come tiene a notare Augusto Masiello, “un lavoro che è un progetto culturale”. E circa le collaborazioni, lo spettacolo si avvale dei costumi di Luigi Spezzacatene, della consulenza per il movimento di Giorgio Rossi e dell’adattamento in lingua napoletana dello stesso Marco Manchisi. NONA LETTERA AL SINDACO DI BARI
Al Sindaco di Bari Michele Emiliano
Caro Signor Sindaco, eccoci arrivati alla nona epistola, Ne abbiamo passate tante insieme, ti ho aspramente criticato, ti ho raccontato episodi curiosi e infine ti ho addirittura protetto e ammirato. Ma tu con un’uscita tra le più infelici sei riuscito in un colpo solo a farmi tornare indietro sui miei passi. Non so cosa ti stia frullando in testa, ma tutto mi sarei aspettato tranne che la candidatura in Consiglio Comunale del capo ultras del Bari Alberto Savarese…noto ai più come “Il Parigino”, per i suoi modi raffinati e la erre moscia tipica degli abitanti della sponda ovest della Senna…
Ma da do cazz t’iè assut?!
Mi limiterò a riportare i fatti esattamente come sono: Il signor Savarese Alberto circa 10 anni fa è stato arrestato proprio da lei (quando era ancora magistrato), per associazione a delinquere di stampo mafioso. Dopo parecchi mesi è stato scarcerato ma resta attualmente IN ATTESA DI GIUDIZIO. L’accusa da lei formulata a suo tempo è quella che: “Il Parigino” soffocato dalla guerra tra clan mafiosi Diomede vs Strisciuglio e sentendosi abbandonato dallo Stato, finisce per “simpatizzare” con i suo estorsori fino a custodire per loro una pistola che sarà usata in seguito per un attentato.
No Michè, non puoi venirmi a dire che appoggi la candidatura del Parigino perché questo è un segnale forte di chi ammette un suo errore e si redime. Non puoi usare Savarese come esempio per tanti ragazzi che fanno sempre in tempo a passare dalla parte della giustizia! Stiamo scherzando?! Non sei nemmeno tu sicuro sulla buona fede del Parigino, tu hai detto che non sai se saprà davvero cambiare! Non puoi scommettere su un tipo simile! E se per caso dopo il processo penale viene riconosciuto colpevole e nel frattempo è riuscito ad entrare in Consiglio Comunale?
No, un ultras con questi precedenti non merita di entrare in politica, anche se dovesse alla fine risultare estraneo a questi fatti! Mio nonno mi ha sempre detto che per ricoprire certi incarichi occorre avere una moralità integerrima e un’onestà che purtroppo pochissima gente ha. Savarese rimanesse a fare il “leader” di quei 300 ragazzi ultras che lo esaltano manco fosse una divinità, il suo posto è la curva, anzi se decidesse di andar via anche da quella non sarebbe affatto male…
Michele, l’unico ipocrita sei tu, che non disdegni di prendere i voti di gente mafiosa che non ama Bari. Ma ti sei fatto due calcoli? Sei davvero sicuro che a Bari ci sono più i mafiosi che gente onesta, autentica e vera che ama la sua città quasi più dell’intera Nazione?!
Puoi dire ciao al mio voto, un voto onesto che ti avrei dato più con il cuore che con la testa…
LEVATI QUELLA SCIARPA DEL BARI.
GP DI FORMULA 1 A BARIMax Mosley presidente di della Formula 1, tra un orgia nazista e un’altra ha trovato il tempo la scorsa settimana ha dichiarato di lavorare alacremente per portare il grande circus della F1 sulle strade cittadine di Roma.
Creare di fatti un nuovo circuito tipo quello di Montecarlo o Valencia, molto suggestivo! Immaginatevi bolidi delle Ferrari, McLaren e BMW che sfrecciano veloci lungo il Colosseo, si scattano gli ammortizzatori sul pavé di Via dei Fori imperiali e magari fanno la scican sotto l’Altare della Patria passando sotto un famoso balcone in Piazza Venezia… Tutto molto bello, è innegabile! Ma mi domando, perché portare Roma la Formula 1 quando nella Capitale non si è mai tenuto alcun GP? Hanno eliminato dal calendario internazionale la magnifica pista di Imola per accaparrarsi i miliardi di Indiani, Emiri e Cinesi…se proprio vogliono creare un circuito di F1 cittadino in Italia, allora ripristinassero il Gran Premio di Bari! Si avete letto bene, non sto inventando nulla, Bari dal 1947 al 1956 ha ospitato sulle sue strade cittadine intorno alla Fiera del Levante una corsa di Formula 1, non era però valida ai fini del campionato del mondo, diciamo che era una prova speciale.(CLICCA PER SAPERNE DI PIU') Ora è ovvio riportando la F1 a Bari, occorrerebbe ridisegnare il tracciato, ho fatto il possibile per creare un percorso altamente tecnico, inserendo una prima parte del circuito veloce dove godersi lo spettacolo dei sorpassi, una seconda parte invece molto più tecnica dove i piloti dovranno passare da rapire accelerazioni a brusche frenate. Ecco il percorso, i vari numeri sparsi rappresentano le varie parti del circuito. 1- Partenza da Piazza Eroi del Mare.
2- Tornante N’derr la Lanz
3- Tornantino Teatro Margherita
4- Curva Fortino Sant’Antonio
5- Variante di San Nicola
6- Parabolica del Porto
7- Variante Castello Svevo
8- Scicane dei Giardini Isabella d’Aragona
9- Tornantino Teatro Petruzzelli
10- Curva Diaz
Lunghezza totale del percorso 6.175 Km, media Km/h 210 si gira in senso antiorario. La Peroni sponsorizzerà l’evento!
IL TRENINO E' RIPARTITO!Finalmente il trenino è ripartito...è vero...ci son voluti più di dieci anni, un ritardo quasi paragonabile a quelli che accumula Trenitalia! Chiediamo scusa a tutti per il ritardo, il disservizio non è dipeso da noi... Noi siamo quelli che da troppo tempo siamo stati tenuti lontani dalla piazza che meritiamo, perchè in Seria A, Bari MERITA di starci, se non altro per la sua gente e per la sua storia. Noi siamo quelli colorati e festosi, quelli che da sempre andavano dicendo in giro che "sono tifoso della Bari!", e lo si diceva con il petto gonfio di orgoglio, anche se in ballo c'era unasemplice salvezza in serie B... Non siamo quelli che solo da tre mesi a questa parte vanno dicendo ovunque: "Mo', s'vist u BBare...sempre forza Bari...!". A questi concittadini vorrei chiedere: "Ma non eravate voi quelli che dicevate che ci dovevamo vergognare perchè andavamo ancora dietro al Bari...?! Allora permetteteci di festeggiare, perchè aver rivisto ieri il mitico trenino che facevano Protti, Joao Paolo, Guerrero, Ventola è un qualcosa che aspettavamo da anni, il segnale per dire chiaramente a tutti: "Auè, vedete bene che la Bari ci sta...e vuole viaggiare spedita lontano...molto lontano...!". |
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