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LASCIATECI GRATTARE IN PACE!
Sentenza shock della Cassazione che ha stabilito che grattarsi le parti intime in pubblico è reato punibile con multa.
È stato equiparato dai supremi giudici a un atto contrario al decoro pubblico perché "il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".
Per questo motivo un uomo è stato multato di 1200 euro, per essersi “toccato” per sistemarsi il pacco che la tuta da lavoro gli comprimeva.
Vorrei capire una cosa: cosa cavolo serve la Cassazione in Italia?! È un organismo che legifera in un modo che non capirò mai, stiamo rischiando che lo Stato faccia bancarotta, non esistono leggi che ci difendano dai delinquenti, in galera ci finiscono giusto i borseggiatori, tutti i politici rubano e questi che pensano a fare? A fare le leggi per chi si gratta le palle davanti a tutti!
È un gesto poco educato, su questo posso dare ragione, ma dovreste provare voi ad avere i boxer troppo stretti…
Senza pensare a chi crede nella scaramanzia e compie quel gesto senza malizia, da Roma in giù mi sa che dovremmo essere tutti multati senza alcuno scampo.
Invece che fare leggi che sanno di punizione, forse avrebbe più presa lavorare sul senso civico e insegnare l’educazione a chi non la conosce.
E poi chi è che non l’ha mai fatto?
A questo punto fra quanto saranno ripristinate le punizioni corporali come nel Medioevo?
Di fronte a queste leggi assurde, a uno girano davvero le lune e si domanda: “Ma possibile che chi fa le leggi in Italia si deve occupare di queste cose e non provvede invece a accelerare il corso di processi dove si discutono cose davvero gravi?!”.
Pensateci, se qualcuno ha stabilito questa sentenza, vuol dire che ha perso del tempo, che ha ragionato…e dico io NON POTEVANO RAGIONARE SUL FATTO CHE IN ITALIA BASTA DICHIARARSI PAZZO PER SCAMPARE LA GALERA?!
L’Italia va male perché la gente si gratta le parti intime…avete ragione!
E ADESSO ARRESTATECI TUTTI!!! MORE, BIONDE O ROSSE?!Ho sempre sostenuto nella mia vita che mi posso innamorare solo di ragazze more.
Non so perché ma le ragazze more mi prendono assai, sarà che amo la femminilità mediterranea, sarà che i capelli nero corvino, magari ricci mi colpiscono tantissimo, certo si è che amo le more.
L’unica bionda che mi faccio ripetutamente e senza pentimenti è La Peroni.
Nel mio campionario non avevo mai preso in considerazione le rosse…non le birre, ma le ragazze!
Non so perché ma mi inibiscono, quando vedo i capelli rossi ho lo stesso effetto che prova Superman con la kryptonite, ad esempio Nicole Kidman o Vanessa Incontrada più di tanto non mi piacciono…nominatemi Ilaria D’Amico invece e vedete che faccia faccio…
Ma da ieri sera, quella che sembrava essere una delle mie certezze, ha iniziato a vacillare quando ho visto questa ragazza…
Non so perchè ma questa rossa, ma mi ha impressionato in modo molto positivo…
E a voi??? LA SDENTATA DI MOLADegno dei migliori racconti di Papà Castoro, oggi ho deciso di raccontarvi la fantastica storia della Sdentata di Mola.
A dire il vero sono poche e scarne le testimonianze storiche che faticosamente sono riuscito a mettere insieme in pochi giorni. Non sono ancora riuscito a capire se si tratta effettivamente di una storia inventata tipo legenda metropolitana, oppure se si tratti di una persona davvero esistita, io propendo più per la storia vera…se non altro perché il primo a parlarmene su un cugino da me molto stimato.
Mola di Bari è un paese che dista circa 25 Km dal Capoluogo, che vive essenzialmente di Pesca, rinomata in tutta Italia per “Zio Luigi”, un posto dove farsi le più devastanti mangiate di pesce, fritture di calamari e panini con il polpo arrosto. Evento clou di Mola è la Sagra del Polpo che si svolge a fine Luglio.
Ebbene, negli anni questo paese è diventato famoso anche grazie alle gesta di una sua abitante, che non è ne il sindaco, ne una poetessa…ma una prostituta!
Storia vuole che questa “gentile donzella” superati i 35 anni si fosse fatta togliere tutti i denti per regalare momenti di inebriante godimento a tutti i clienti che si rivolgevano a lei per un paio di minuti di sesso orale.
A quanto pare la totale mancanza di denti causava un effetto paragonabile alla stessa sensazione che un tifoso di calcio può provare quando la Nazionale vince la Coppa del Mondo e nello stesso giorno la sua squadra del cuore vince scudetto, coppa Italia, Coppa Campioni, Super Coppa e Coppa Intercontinentale…insomma per farla in breve il godimento era assai assai!
Sempre da fonti più o meno attendibili, ho saputo che si organizzavano macchine, a volte anche pulmini, per andare dalla Sdentata di Mola e provare le sue doti e la gente tornava a casa molto provata, alcune vecchietti ci sono rimasti secchi in seguito ad attacchi di cuore.
Ora nessuno sa più nulla, alcuni ricordano qualcosa, altri si nascondono dietro un imbarazzante: “NO COMMENT!”, ma so per certo che prima o poi la verità verrà a galla.
Fino a quando esisterò io, non permetterò che il tempo cancelli pezzi di storia che dovrebbero essere tramandati di padre in figlio.
OK, SONO PAZZO!Sono arrivato a una conclusione, mi sono fermato a pensare con una Peroni da 66 in mano e la musica di Gigione in sottofondo mentre osservavo la luna che illuminava di una luce pallida tutto il Lungomare.
Era una cosa che avevo già pensato più volte visto tutte le cose che ho affrontato, specie ultimamente…SONO PAZZO! È una dichiarazione di colpevolezza chiara e limpida, se esistessero ancora i manicomi andrei or ora a bussare per chiedere di essere internato.
Non ho altre spiegazioni se non quella che davvero abbia raggiunto la totale follia, non riesco più a confrontarmi con il resto del mondo sano…
Ho stilato una piccola lista del perché sia pazzo:
Sono pazzo perché non passo le mie giornate a smandrupparmi il cervello di canne.
Sono pazzo perché continuo a credere che un mondo migliore sia possibile.
Sono pazzo perché tifo Bari.
Sono pazzo perché sogno da sempre il vero Amore e la possibilità di amare per l’eternità la donna con la quale costruire una vita, superando insieme i momenti brutti che purtroppo accadono sempre.
Sono pazzo perché riesco ancora a distinguere la vita reale da quella virtuale.
Sono pazzo perché non ho mai sentito Dio che mi dicesse di lasciare qualcuno per telefono quando il giorno prima dichiaravo il mio amore ai quattro venti.
Sono pazzo perché credo nella lealtà delle persone e nella loro sincerità.
Sono pazzo perché mi fanno schifo le persone che inseguono il sogno di una carriera professionale anche a costo di rinunciare all’amore.
Sono pazzo perché secondo me la felicità la si trova nelle piccole cose, nel tenere per mano il proprio amore, in un sorriso di un bambino, nel fare una sorpresa ai propri nonni.
Sono pazzo perché so aprire una Peroni in almeno 10 modi diversi senza l’ausilio dell’apri bottiglie.
Sono pazzo perché provo sempre a cercare il confronto e prima di giudicare una persona pretendo di sentire cosa abbia da dirmi e poi arrivo a becere e insulse conclusioni…
Sono pazzo perché se uno mi sta sulle palle glielo dico in faccia, senza fare la faccia lavata per il quieto vivere.
Sono pazzo perché amo ancora scrivere lettere d’amore alla mia ragazza e sono geloso dei miei affetti.
Sono pazzo perché ascolto la musica neomelodica napoletana.
Sono pazzo perché a 25 anni ho deciso di imparare a suonare la chitarra invece che pensare a usare le ragazze che mi ronzano attorno.
Sono pazzo perché in passato avrei dato un pezzo di me alla persona che avevo accanto, se solo fosse servito.
Sono pazzo perché non giudico una ragazza dalle dimensioni del reggiseno ma provo a vedere se nella testa ha il cervello.
Sono pazzo perché soffro quando qualcuno pensa cosa brutte e in realtà non capisce nulla del sottoscritto.
Sono pazzo perché ho creato un nick che sta sfuggendo al mio controllo e la gente tende a confondere Iltas con Alessio e non si sforza minimamente di capire chi sia Alessio e cosa sia Iltas…
Sono pazzo perché invece di impiegare il mio tempo in cose più sensate, ho scritto questa cosa.
E ora scusate, vado a cercare qualche nazione dove i manicomi funzionino ancora.
BENVENUTO PICCOLO FRANCESCO!
Ti aspettavamo da un bel po’ di tempo, non vedevamo l’ora di conoscerti.
Abbiamo parlato tanto di te, ti abbiamo iniziato a volere bene da subito, quando ancora non avevamo visto il tuo piccolo viso.
Avevi fretta di nascere, di venire al mondo e di farti iniziare ad amare e così hai deciso di farci una splendida sorpresa…
Sono rimasto incantato, senza parole, avvolto in quella tutina bianca, i piccoli capelli arruffati, quegli occhietti chiusi, tutto raggomitolato, sei proprio come ti avevo immaginato.
Ho avuto l’onore anch’io di tenerti in braccio, di cullarti e capire cosa significa avere tra le braccia un bimbo appena nato.
Crescerai, poco alla volta imparerai, inizierai a spalancare i tuoi occhi, a ridere, e tenere su quella testolina ancora troppo pesante per il tuo piccolo corpo.
Ma adesso goditi l’amore della tua mamma e del tuo papà, quello di tutti noi, hai due zii e una zia già innamorati di te, a me è toccato darti il benvenuto da parte degli altri cugini…ma conoscerai presto le altre tre cuginette…
Sei nato da 24 ore e hai già più capelli di me, sei simpaticissimo e hai avuto il merito di farmi commuovere, chissà, magari un giorno leggerai queste semplici parole e capirai cosa hai rappresentato per tutti, ora a te spetta il compito più “duro”, dormire e farti coccolare, te lo meriti dopo la fatica che hai dovuto affrontare.
Benvenuto Francesco…
ATTACCO ALL'IKEA, PARTE 3°!Ho notato come diversi comici usino l'Ikea...il negozio di arredameno che più "amo", come cavallo di battaglia della loro comicità.
Secondo me, anche la mia lettera al Signor Ikea recitata in pubblico avrebbe un discreto successo, ho provato a raccontarla durante le serate tra amici e loro hanno riso molto.
Resta certa una cosa, aumenta la schiera di quelli che odiano l'arredamento moderno e globale, ricordate...
SI AL MOBILIFICIO EUROPA, NO A IKEA!!!
PERCHÈ L'ASSO DI BASTONI???Più volte mi è stato chiesto perché avessi come foto personale l’asso di bastoni e non mettessi una mia foto. La risposta non è solo perché voglio risparmiarvi notti di incubi, la scelta di adottare un simbolo e di mantenerlo per sempre fa parte di un progetto ben definito.
Voglio che la gente si ricordi per qualche motivo di aver letto Iltas Bugs, voglio che riconosca il logo e l’associ subito a quello che scrivo.
Perché scegliere proprio l’asso di bastoni?
Ci sono motivi ben precisi, l’asso di bastoni rappresenta nel linguaggio delle carte: forza di volontà, nascita, inizio, principio, creazione e crescita, famiglia, valori, obbedienza, rispetto della tradizione.
A Bari i segni delle carte vengono usati come simbolo di appartenenza a piccoli gruppi malavitosi come il caso del 7 di denari. L’asso di “mazza” è stato largamente usato come insegna nei circoli ricreativi e nelle cantine tutt’ora esistenti nelle zone più popolari della città.
È in quei posti che si trascorrevano interi pomeriggi a giocare a carte tra amici, “Alla Birra” e “Padrone&sotto”, improvvisare gare di rutti durante il mangio di allievi crudi e carne di cavallo anch’essa rigorosamente cruda, commentare le partite di calcio leggendo la Gazzetta e disegnando i baffoni sul viso di tutti i calciatori, fare piccole scommesse illegali quando ancora non esisteva la SNAI, raccontare storie più o meno esistenti su amici e parenti.
Insomma, nelle cantine e nei circoli ricreativi si era soliti perdere il proprio tempo in compagnia di amici di bevute e risate, spesso le ore passavano veloci e si finiva per tornare sbronzi a casa e essere accolto dalle invettive della moglie che ti dava per disperso.
Un po’ la stessa situazione che provo a ricreare su queste pagine…cerco di ritagliarmi uno spazio nel vostro tempo libero che potreste impiegare in maniera diversa e magari proprio ora vi starete accorgendo leggendo queste precise parole che dovreste andare a studiare, tornare a lavoro, uscire a fare la spesa, scendere il cane, telefonare alla zita e invece ti rendi conto come in tutto questo tempo stai diventando vittima del cazzeggio.
In ultima analisi l’asso di bastoni spesso è associato agli organi genitali maschili, quindi è facile essere vittima di lingue maliziose e riferimenti al sesso, storica e poetica è la frase che pronuncia ogni innamorato alla sua bella : “Vin do che ti a calà uass d’mazz…”.
Ecco perché un negozio che fa della moda “sobria” il suo cavallo di battaglia, ha deciso di mettere in vendita queste mutande…
Se un giorno divento famoso giuro che le regalo a tutti i miei più fedeli lettori e il giorni della mia prima intervista me le metto pure io!
Per la cronaca il negozio è quello che fornisce le pezze di cui si ricoprono quegli esseri invertebrati Baresi che pullulano nel programma televisivo “Uomine&zoccole” di Canale 5.
IL VILLINO DEGLI "ORRORI"6° CAPITOLO
L'INCENDIO DEL VILLINO
Nell’estate del 1992 l’allegro villino di Martina Franca visse una delle pagine più tristi della sua secolare storia.
Per chi abita immerso nel verde in una pineta, gli incendi rappresentano una fonte di pericolo, se poi ci si aggiunge la cronica paura per le fiamme di cui è afflitto mio nonno, si capisce come anche un contadino che brucia qualche tralcio di vite potata a decine di chilometri dalla villa, magari dalle parti di Ostuni, possa rappresentare una minaccia e scatenare l’allarme incendio.
Ma quella mattina l’incendio era vero, era distante qualche campo dai nostri confini, appena avvistato mio nonno chiamò subito la guardia forestale, ma nell’agitazione del momento quando gli chiesero di spiegare dove fosse la zona in cui si trovava la villa, lui rispose cercando di trattenere in bocca la dentiera: “Vicino Cisternino…”, nulla di strano…se non fosse che Cisternino da Martina Franca dista come minimo 13 Km…
Nell’attesa che i soccorsi da noi stessi depistati trovassero le vere indicazioni, iniziammo a correre armati di pale, secchi d’acqua e mazze con i ciancianelli bagnati per spegnere le fiamme.
Gli adulti coadiuvati da nonno Vitino, lottavano al fronte contro le fiamme, noi piccoli eravamo stati arruolati nelle retrovie, il nostro compito era disboscare i rovi cresciuti sui muretti a secco del confine, per evitare che le fiamme passassero facilmente nel nostro campo.
L’azione contro l’incendio fu massiccia e incisiva, l’incendio era ormai quasi del tutto domato, mio nonno vecchio saggio si complimentò con tutti gli improvvisati pompieri e proferì le ultime parole famose: “Mè, è poca roba ancora, quelle ultime fiamme si stanno spegnendo da sole, torniamo in villa che ci siamo intossicati abbastanza con tutto questo fumo…!”.
A nulla valsero gli appunti di mio cugino e di qualche altra persona che voleva spegnere del tutto le fiamme, il patriarca aveva parlato e così si doveva fare.
Non appena dettero le spalle al fuoco “ormai spento”, si alzò un vento mai visto prima, le fiamme da essere basse raggiunsero altezze degne del miglior inferno Dantesco.
Fu una scena bruttissima, un gruppo di 10 persone ridotte peggio degli Albanesi sbarcati con il gommone, che correvano gridando nel bosco.
Facemmo solo a tempo a entrare in macchina e scappare, nonno con la 127 rossa con la marmitta spanata fece 2-3 viaggi per trarre in salvo i nipoti e i figli dando la priorità alle donne e ai bambini…proprio come si vede nei film, dopo di che non restò altro che assistere impotenti al fuoco che distruggeva il bosco.
Fu triste e molto spevantoso, specie quando l’incendio raggiunse una catasta di legna secca creata nel punto più fitto del bosco (perché noi amiamo la “sicurezza e la prevenzione...), le fiamme e il fumo nero fecero pensare a più di una persona che anche la villa stesse prendendo fuoco.
Le guardie forestali arrivarono dopo molto, accolti da noi bambini come degli eroi, se ne vennero con una camionetta arrugginita e dicendo che non avevano acqua.
Nonno prese ancora una volta in mano la situazione e decise che le fiamme dovevano essere spente, salì come un prode condottiero sulla camionetta e si diressero verso la villa sparendo nel fumo, una scena che ricordava molto quella delle parate militari al tempo del buon Duce...
Dopo nemmeno 5 minuti le fiamme furono domate…e certo…avevano bruciato tutto quello che c’era da bruciare e quindi si stavano spegnendo da sole, ma mio nonno ci tenne a far vedere ai nipoti l’eroicità della sua impresa e lo trovammo che dava ordini ai pompieri che avevano nel frattempo svuotato il nostro pozzo per trovare l’acqua necessaria.
Per nostra fortuna le fiamme avevano distrutto solo un pezzo di bosco, quello dove vi era la catasta di legna, per il resto i danni si limitarono alla perdita di circa 30 alberi, una casetta di legno dove noi bambini giocavamo, qualche lampione della luce sciolto dal calore, la betoniera per il cemento serva leale e prolungamento naturale delle braccia di mio zio e il gommone che un altro zio usava per andare a fare i ricci a Torre Canne.
Ancora adesso dopo 16 anni il nostro bosco porta i segni di quell’incendio…purtroppo non esisteva ancora lo scoiattolino della Vigorsol, esisteva mio nonno…
MATRIMONIO METAFISICODedico questa perla di rara bellezza a tutti i miei amici vicini e lontani.
A tutti quelli che sono cresciuti con capolavori che solo in pochi possono capire.
A tutti quelli che grazie a questo Blog hanno capito quanto siano importati le proprio origini e sono fieri di sapere che siamo portatori sani di allegria oltre che del vibrione del colera.
Magistrale interpretazione di cosa accadeva nei matrimoni zampi...
Il sogno è poter cantare questa canzone a mia moglie il giorno del mio matrimonio...la troverò una che apprezzi tale dichiarazione d'amore...?
LA LEGA BIANCOROSSA, L'INIZIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
Vi avevo scritto qualche tempo fa che sarei sceso in campo in prima persona alle prossime elezioni del 13 e 14 Aprile.
Forse in molti hanno pensato che si trattasse di uno scherzo, NON LO È!
Purtroppo sia da destra che da sinistra ci stanno facendo credere che la politica si stia rinnovando, ma è sempre la solita minestra riscaldata.
Ci parlavano di andare compatti alle elezioni con 2 candidati premier e a 2 mesi dalle elezioni siamo già arrivati a 5 forse pure 6 se Casini decide di non unirsi a Berlusconi.
Mi hanno fatto fuori il partito per cui ho votato da sempre, che magicamente si è trasformato in un partito di centro…
Di fronte a poca chiarezza, a una serie di riforme indispensabili per il paese che non vengono nemmeno accennate, a una legge elettorale dove non posso decidere chi eleggere direttamente, a questo punto queste elezioni La Lega Biancorossa decide di boicottarle recandosi al seggio e annullando la scheda!
Come? Semplicemente incollando sulle schede elettorali il nostro simbolo del polipetto con la sciarpa, e scrivendo quello che più vi aggrada accanto.
Inoltre sono orgoglioso di annunciarvi che dopo una cena tenutasi ieri sera alla pizzeria “Il Galletto”, durante la quali la Peroni l’ha fatta da padrona…(credetemi, il frigo del locale era pieno a inizio serata…a fine serata non è rimasta più una bottiglia, honore agli Alcool Bari)e discussioni animate su vari forum, il movimento “Lega Biancorossa” correrà alle elezioni con il partito della “Ciola nel pugno”, un movimento che ha il nostro stesso obiettivo, ANNULLARE IL VOTO, FAR CRESCERE IL NUMERO DEGLI SCONTENTI DI QUESTA POLITICA, FAR CAPIRE CHE è FINITO IL TEMPO DELLE PRESE IN GIRO!
A tutti quelli che credono in questa lotta, incollate nei vostri blog uno dei due simboli, il 13 e 14 quando andate a votare stampateli e incollateli sulla scheda elettorale, io proverò a dimostrare il mio voto nulla…vedrete!
Prossimamente l'assemblea costituente di partito e il programma elettorale completo...
SCEGLI IL SIMBOLO, DIFFONDILO SUL TUO BLOG,
VOTA NULLA!!!
TI AMOQuesta volta affido al mio blog le emozioni più intime che provo, avevo promesso a me stesso l’ultima volta che l’avevo fatto, che mai più avrei parlato della mia vita e dei miei sentimenti pubblicamente, ma per te farò un’eccezione!
Poi è pur vero che non mi piace il giorno di San Valentino, ma è anche vero che l’idea di farti questo regalo, magari inaspettato, è una cosa che dona tanta gioia anche a me.
Mi sembra di conoscerti da sempre, ti guardo e capisco ogni giorno che passa quanto su sia bella e preziosa.
Osservo le stelle nel cielo e creo linee immaginarie per scrivere a caratteri cubitali il tuo nome.
Quello che provo nel mio cuore forse non riesco nemmeno a spiegarlo con le parole, ma credimi, basta perdersi nei miei occhi per farti capire quanto ti Amo.
Mi sei stata vicino nei momenti di difficoltà, mi hai fatto sentire protetto quando ero indifeso e nel mio cuore c’era solo il vuoto e la delusione, tante volte mi sei stata vicino semplicemente tendendomi la mano.
Poco alla volta hai mostrato il tuo carattere, sei stata discreta, hai sempre saputo stare al tuo posto e capire i miei tempi, permettendomi di comportarmi sempre con estrema naturalezza.
Hai provato con timidezza a farmi capire di tutte le tue sofferenze, di tutte quelle persone che ti hanno trattato male e ferito, ma hai capito che sono una persona diversa, che io non potrò mai farti soffrire!
Sei entrata nella mia vita in punta di piedi e adesso che ho capito tante cose non voglio che tu ne esca, hai avuto l’enorme capacità di ridarmi l’allegria, la gioia, l’entusiasmo, l’ottimismo e la voglia di provare a regalare un sorriso alla gente.
Forse è questo il vero significato dell’amore, ci completa a vicenda e porta altro amore e felicità nel cuore di chi ci sta intorno.
Quando sento in giro il tuo nome ripenso a tutte le cose belle vissute insieme e a tutte le cose che ci aspettano in futuro.
Ora so cosa vuol dire essere innamorati veramente!
Ora so cosa vuole veramente dire la parola Amore!
Avevo paura che non sarei mai più riuscito a pronunciare la frase: “Ti Amo”, ma tu sei riuscita a dimostrarmi il contrario.
Ebbene, oggi, nel giorno degli innamorati ho deciso di stupirti e dirti tutto quello che non ero mai riuscito a dichiararti per timidezza e per paura:
BARI TI AMO
IL VILLINO DEGLI "ORRORI"5° CAPITOLO
IL NOSTRO AMICO AFRICANO
Nel villino di Martina Franca sono nate durante l’estate delle splendide amicizie.
Forse la più bella di tutte è quella con quel simpatico negretto di Robert.
Robert è un ragazzo africano del Togo (dove producono i biscotti…), venuto in Italia per diventare prete, quando avevo 7 anni fu ospite per alcune settimane nella villa accanto alla nostra.
Lo osservavamo con curiosità, era davvero enorme per noi e in breve tempo riuscì a conquistare la nostra simpatia.
Robert proveniva da una famiglia Mussulmana, il padre aveva tante moglie e quindi lui aveva un sacco di fratelli, vedendoci abitare tutti sotto lo stesso tetto in 15 persone pensò che fossimo tutti fratelli e sorelle…provammo inutilmente a spiegargli delle parentele che ci univano, ma non ha mai capito niente.
Quell’estate a Rober insegnammo a andare in bicicletta e a nuotare…lui aveva paura di nuotare, riuscì a superare la sua fobia quando capì che la piscina era alta al massimo 1.70 metri e lui era alto 1.90, quindi era impossibile affogare.
Lui invece ci ha parlato dell’Africa, di come si uccidono i serpenti, di come si preparano le formiche ripiene e perché un negretto è negretto…non è perché non si lavano, ma perché hanno più melanina per proteggerli dai raggi del sole.
Eravamo diventati davvero molto amici di Robert, lo chiamavamo sempre, ogni pomeriggio chiedevamo ai vicini se ci davano per qualche ora il futuro fratacchione, gli volevano tutti bene, uno zio durante una messa che celebrò di sera all’aperto gridò: “Robert, almeno sorridi, altrimenti non ti si vede…!”.
Ma i prediletti eravamo noi “Alesio” e “Alexandrino”, memorabile fu quel pomeriggio in cui Alessandro chiese a Robert se i preti potessero fare i rutti…lui non capì cosa fossero i rutti e mio cugino gli dette una dimostrazione pratica facendolo leggermente scolorire.
Negli anni successivi Robert tornò altre volte, noi eravamo più grandi e l’amicizia si rinsaldò ulteriormente, nonostante ci disse una cosa che ci fece sentire davvero inferiori…infatti quando eravamo piccoli, era solito venire a svegliarci la mattina, quando tornò, decise di regalarci lo stesso brivido.
Entrò nei trulli dove dormivamo io e Sandro e armato di una pistola ad acqua iniziò a spruzzarmi la faccia. Se qualcuna mi sveglia così, al 90% si prende le gasteme fino ad arrivare alla 3°generazione, quella volta per fortuna prima di partire col bestemmione aprii gli occhi, lo vidi e sorrisi con la facci di chi in realtà lo vorrebbe mandare a fare i cachini.
Temevo la reazione di Alessandro, il quale per fortuna riuscì a contenersi, dopo averci svegliato Robert proferì le parole che ci fecero profondamente vergognare, disse: “Che puzza di capra…!”.
La colpa ovviamente era di Alessandro e dei suoi piedi sui quali poter trovare 30 tipi diversi di funghi e licheni, ma vallo a spiegare a Robert perché avesse dichiarato guerra al sapone…
Lapidario fu il commento di Sandro: “Ma tu vedi questo negro, cresciuto tra gli scarafaggi e i topi, che viene a dire a noi, che puzza di capra!”.
Robert tornò a Martina Franca l’ultima volta circa 4 anni fa, io non c’ero purtroppo, come vide una mia foto disse: “Ma gli sono caduti tutti i capelli!!!”.
Lasciò il numero di cellulare e per molto tempo ci siamo sentiti, specie durante i Mondiali di Germania 2006 dove giocava la sua nazionale, l’ultimo suo messaggio memorizzato recita: “NOI CAMPIONI DEL MONDO!FORZA AZZURRI!”, mandato il 9 Luglio 2006 alle 23.56.
Robert, ti vogliamo vedere sul soglio di San Pietro!!!
UN DUBBIO CHE NON MI FA DORMIREIeri mi è stata posta all’attenzione una foto.
Era pieno pomeriggio e stavo studiando, ma hanno insistito troppo affinché la visionassi, di fronte a cotanta insistenza, essendo una persona molte gentile, non me la sono sentita di dire di no, ma forse sarebbe stato meglio.
Una volta vista ho perso tutto il pomeriggio a vederla e rivederla, a ingrandirla pixel per pixel, a analizzarla manco lavorassi a CSI e i dubbi aumentavano.
Che sia davvero come penso io? Sono certo di aver già visto quelle 2 cose, ma non so se sia vera una o l’altra!
Ho provato a distogliere lo sguardo e a ragionare razionalmente, ma è stato davvero molto dura…
Aiutatemi a risolvere il dilemma:
Vi ingrandisco la parte che mi interessa di più… Quale di queste repubbliche della Federazione Russa non esiste?
Del Calmucchi o del Buriati?
Su Wikipedia le danno entrambi esistenti, non so alla fine quale possa essere quella vera, stanotte non ho chiuso occhio per ripensare a quelle cose, considerate che il 50 e 50 l’aveva già utilizzato il giocatore, quindi gli restava l’aiuto da casa o quello del pubblico…!
IL ROMANTICISMO AI TEMPI DEI BACI PERUGINASento sempre più spesso parlare in questi giorni di S. Valentino.
Non l’ho mai festeggiato, anche quando potevo contare sulla materia prima…, è una festa che non mi interessa, inesistente, come quella boiata della Festa della Donna e di Halloween.
Una cosa però ho sempre fatto quel giorno, regalare una rosa e scrivere qualche frase romantica di mio pugno, senza copiare le frasi senza senso dei Baci Perugina.
Quelle frasette ermetiche e filosofiche scritte su carta oleosa grandi come un filtrino per una canna proprio non le capisco.
Non sono massaggi chiari tipo: “Stasera dagliela!!!”, “Lui ti ama, cretina cosa deve dimostrarti di più?!”, “Frecate, che si muore!”.
Sono invece messaggi del tipo “Ama e ti illuderai... illudi e sarai amato...”, “Al cor gentil repara sempre Amore…”, “Amore, amore, che schiavitù l'amore”.
Frasi che devi metterti a interpretare, che rischiano di farti venir dubbi, che ti lasciano l’amaro in bocca…infatti se ci pensate nessuno mangia prima il Bacio e poi legge la frase, ma accade sempre il contrario perché così uno si addolcisce la bocca e non pensa più alla frase scritta.
A me piace molto ricevere frasi d’amore e lettere, ieri sera mentre tornavo a casa ho pensato alla Top 3 delle migliori frasi che mi siano state scritte e regalate da ex fidanzate;
Al 3° posto si piazza la frase: “Ogni volta che vedrò una Peroni su una panchina penserò a te”.
Al 2° posto la frase: “Ale, sei più buono di una braciola col filo”,
Al 1° posto vince a mani basse: “Ale, tu sei com’alla rasc’…com’la uè la fàsc’!
Quest’ultima frase va tradotta per farla capire a tutti: la rascia in dialetto è il pesce razza, che lo puoi cucinare in vari modi, tanto è sempre buono!
A essere onesti la 3° e 1° fase mi sono state scritte dalla mia ultima ragazza, mi colpirono talmente tanto che pensai seriamente di trovarmi di fronte alla donna della mia vita…
Adesso aspetto la prossima, non vedo l’ora di sapere che frese romantica mi dedicherà…!
NON MI FATE VOTARE LEGA NORD? ALLORA FONDO LA MIA LEGA!
Allora, il 13 e 14 Aprile si torna a votare per provare finalmente a dare una sterzata a questo paese.
Sono nato di destra e in punto di morte diventerò di sinistra per essere felice che uno di loro si sia tolto davanti alle palle.
Negli ultimi anni sono sempre più rimasto colpito dal partito della Lega Nord…è vero, fa ridere che un barese possa stimare un movimento politico nato per tutelare il produttivo Nord Italia, ma ammiro la loro coerenza e la voglia di proteggere i loro interessi.
Tutti coloro che sono orgogliosi e fieri delle loro origini sono persone che automaticamente godono della mia stima, alle ultime elezioni fui fortemente tentato di votarli, ma non si capisce perché, le schede elettorali che ci danno a Bari “stranamente” non riportano il simbolo della Lega Nord, eppure il mio voto l’avrebbero preso!
Così ho pensato: “Perché non creiamo anche noi una Lega Sud?!”, o meglio ancora una Lega Barese?.
Vivo in una città tra le più grandi d’Italia, al di sotto di Roma è l’unica grande città che per ora è vivibile, non me ne vogliano gli amici Napoletani e Palermitani…
Siamo una piccola Milano da un punto di vista produttivo, una città che vive di commercio e ha uno spirito imprenditoriale fortissimo, esportiamo il miglior olio del mondo, roba che quello Toscano ci fa un baffo, vini squisiti, abbiamo posti incantevoli unici, come i Trulli della Valle d’Itria, il mare e la cornice romantica di Polignano, mangiamo pesce crudo da sempre e non ci spariamo le pose chiamandolo Sushi, NOSTRI sono piatti che cercano di riprodurre in tutta Italia senza il minimo successo come Patate, riso e cozze e orecchiette con le cime di rapa, i panzerotti e le cartellate!
Dicono che il dialetto barese sia uno dei più simpatici e abbiamo fornito a Milano metà della sua attuale popolazione, ora va sempre più di moda dire che si è Baresi.
Insomma, sulla carta abbiamo tutto per sfondare, dobbiamo solo inculcare ai giovani brillanti laureati, che sono tantissimi, di restare qui anche a costo di sacrifici, dobbiamo impegnarci noi per primi a migliorare il nostro territorio, amandolo e facendolo crescere sempre di più!
Non abbiamo bisogno di coloro che si laureano e il giorno dopo partono per l’Inghilterra, l’America e la Francia, noi abbiamo bisogno di terroni che si sentano orgogliosi di essere tali!
Terrone è un luogo dell’anima, essere terroni significa avere delle radici molto solide, vuol dire amare e portare avanti le tradizioni, non rinnegare mai la propria cultura e la propria identità, dare al proprio figlio maschio il nome del nonno, avere un rispetto sacro per la famiglia e per gli amici, ed è quello che può servire a questa Italia.
Ecco perché ho deciso di scendere in politica con un mio partito, la “Lega Biancorossa”, un movimento politico fatta dalla gente semplice, sincera e onesta, che ha voglia di crescere e migliorare l’Italia.
Dicono che sia diventato negli anni un estremista Barese, forse…e sono orgoglioso di essere tale.
Girerò tutto il mondo un domani, ma io sono nato qui e qui resterò, a qualsiasi costo!
Se siete interessati a far parte di questo partito iscrivetevi pure, prossimamente scriverò il programma elettorale e faremo un paio di comizi elettorali aperti a TUTTI!
Nel frattempo sono felice di presentarvi il simbolo della mia lista:
LEGA BIANCOROSSA NON È UNO SCHERZO! A UN PASSO DALLA PENSIONE
Caro Presidente Napolitano, ci pensi bene per favore!
Lei oggi si appresta a sciogliere le due Camere del Parlamento, mi auguro davvero abbia considerato cosa comporti la scelta di compiere questo passo.
Sono 630 “lavoratori” alla Camera e 315 al Senato, in tutto sono 945 dipendenti che sono sul punto di perdere la pensione!
Cavolo, mancavano solo 264 giorni al vitalizio per tutti i parlamentari di questa Legislatura, del resto anche il nostro contratto di ONESTI lavoratori prevede che uno possa andare in pensione facendo 2 anni e 6 mesi di lavoro.
Non lo sapevate? Ma come, non vi interessate del vostro futuro? Allora correte all’INPS se lavorate da 2 anni e mezzo e fate domanda per godervi in santa pace il resto della vita dopo anni di sacrifici!
Ecco perché molti politici, soprattutto quelli che sono certi di non essere rieletti ad Aprile, ci tenevano a restare in carica questi altri 9 mesi, già sognavano di godersi la pace della casa e la sicurezza di una pensione che li potesse far vivere dignitosamente.
Presidente, lei che è così saggio, non potrebbe ripensarci?
Chi si opporrebbe a assicurare una serena vecchiaia a dei vecchietti che hanno lavorato così duramente…?
IL VILLINO DEGLI "ORRORI"4° CAPITOLO
QUEL PAZZO FERRAGOSTO
Ogni giornata trascorsa nel villino di Martina Franca può essere considerata una “giornata pazzesca”, ma ci sono giorni che resteranno più di altri nella mente dei fortunati presenti per la quantità di follie compiute.
Il giorno di Ferragosto da sempre ha rappresentato l’occasione per scatenarci più del solito solleticando il nostro ingegno nell’inventare sempre nuovi passatempi, ma fino ad allora ci si era limitati a svuotare una piscina facendo gare di tuffi, organizzare partite di pingpong usando come racchette padelle e coperchi e ciabatte, giocare partite di calcetto tra “giovani” cinquantenni con la stessa capacità visiva di una talpa, che rischiavano l’attacco cardiaco in campo grazie ai tanti mesi “d’allenamento” passati dietro una scrivania seduti in poltrona, per non parlare delle interminabili partite di pallavolo giocate con 10 giocatori per squadra, metà dei quali andava al pronto soccorso per farsi mettere la stecca a una o più dita…
Ma quello che successe quel Ferragosto di molti anni fa è pura STORIA.
Eravamo più cristiani di quanti sicuramente ci saranno il giorno del mio matrimonio, gli organizzatori dicono fossero 65 persone, ma la Questura di Martina Franca ha sempre smentito questi dati.
C’era gente che mi affermava di essere mia zia o cugina, ma dei quali ignoravo l’esistenza fino a quel giorno, a nulla valsero le mie richieste di avere con gli interessi tutti i regali non ricevuti a compleanni e Natali…
Il vino e l’euforia quella volta regalarono un pomeriggio che mai avremmo pensato di vedere, protagonisti dell’evento furono i due zii che già tante volte hanno regalato soddisfazioni alla comunità.
Non si sa ancora adesso per quale motivo, ma mentre uno dei due riposava, l’altro iniziò a smontargli la macchina un pezzo alla volta.
La reazione dello zio destatosi dal sonno per le risate fu quella di armarsi ci cacciavite e pinza e iniziare a smontare l’altra macchina con la stesso identico entusiasmo e passione che ci metteva l’altro.
Uno smontava la freccia, l’altro gli toglieva la batteria, uno toglieva la ruota, l’altro il parafanghi.
Tutti assistevamo alla scena ridendo di gusto, incitando a non interrompere quel gustoso siparietto.
Andò avanti per molto, si fermarono solo quando si resero conto che il giorno dopo avrebbero dovuto rimontare tutto loro.
Se voi mi domandate perché fecero questo, a distanza di anni ancora non riesco a capirne il motivo e tutte le volte che ho provato a domandare non ho ricevuto risposte.
La prendo così, come uno dei più grandi misteri di cui sono a conoscenza, come il mistero su cosa rende così buona la Peroni, ho smesso di pormi domande, mi godo le cose così come vengono.
PLAGIO O SEMPLICI COINCIDENZE?Vi vorrei porre all’attenzione una strana coincidenza, perché di tale episodio sicuramente si tratta.
Curiosando tra i blog sono capitato su uno che mi ha stupito per i contenuti.
Più li leggevo più mi meravigliavo e rimanevo estasiato per la simpatia dei testi e da uno stile nello scrivere quanto meno curioso.
Francamente mi ricordo di aver letto cose simili da qualche parte, ma non ne sono sicuro.
Allora ho pensato di far leggere anche a voi certi scritti, magari voi ricorderete meglio di me dove avete letto certe cose, o mi potrete dire definitivamente che ho preso una semplice cantonata e in realtà sono io che ricordo male.
DATEMI 6 ORE IN PIU' AL GIORNO!Datemi più tempo!
24 ore al giorno non mi bastano più. Oggi entro in cucina, vado a leggere il mio calendario Bari 2008 e leggo: 1° Febbràre, vrenedì, Sanda Verdiàne, pensieroso mi gratto i pochi capelli che sono rimasti dai tempi della scuola e mi lascio andare a un francesismo: “Mo’ c’cazz già a Febbràre sim’arrvat’?!”
Cioè, è già volato il primo mese dell’anno, ieri mi sembrava fosse ancora Natale e tra poco ci ritroviamo di nuovo a andare in giro a maniche corte e prendere il sole sulla spiaggia!!!
Per me è davvero un guaio che il tempo scorra così velocemente, su 24 ore 7 le uso per dormire, 8 per studiare, 2 per mangiare, digerire e riposarsi e le altre 7 se ne vanno tra servizi in casa e fuori e lavoro sul blog.
Lo studio porta via davvero molto tempo, si avvicina un esame tostissimo, non riesco più a leggere un libro, non riesco a farmi una passeggiata in centro la mattina, non riesco ad andare a trovare i miei nonni, inevitabilmente si sono dimezzate anche le uscite serali anche solo per farsi una Peroni o bersi una cioccolata calda.
Su MSN chi cerca di contattarmi all’80% non mi trova, se sto connesso non sono vicino al pc perché Tgcom è una tentazione troppo forte.
Ho poi scoperto da un po’ di tempo che sul mio letto ci sarà qualche campo magnetico che aumenta la mia capacità celebrare, quindi con i miei appunti penne e matite Ikea colonizzo il letto e sembro un barbone invasato che parla di reazioni chimiche, composti organici e patologie virali vegetali più o meno esistenti.
Giusto i fine settimana sono rimasti quasi sacri e all’insegna del cazzeggio, arte nella quale riesco molto bene avendo avuto degli ottimi insegnanti, ma anche li ho le mie scadenze come andare a giocare le partite alla SNAI sotto casa con mio cugino e fare la formazione per il fantacalcio, non ho in pratica momenti in cui abbandonarmi su una poltrona e godermi il silenzio e la pace, il vero relax di pensare solo e soltanto a me stesso.
Allora visto che la macchina che ferma il tempo non l’hanno ancora inventata, una sola è la soluzione che la mia mente stanca ha partorito…
Ho letto qualche tempo fa su Tgcom che quella simpatica macchietta panzona di Hugo Chavez, presidente – dittatore del Venezuela ha deciso di spostare l’ora legale di mezz’ora, in modo da rendere la giornata più lunga di quei 30 minuti rispetto al resto del Mondo.
Per me è una trovata geniale, non si potrebbe applicare anche qui una cosa simile?
Facciamo cifra tonda e da 24 facciamo 30 ore!
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