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日志


RISCOPRIAMO LE TRADIZIONI, "La Corua", IL DOLCE DEL 1° NOVEMBRE

 
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Riscopriamo le NOSTRE tradizioni, i NOSTRI sapori.
Oggi sento parlare ovunque di zucche arancioni di intagliare con sorrisi diabolici, di travestimenti manco fossimo a carnevale, e di feste in discoteca per festeggiare una certa festa chiamata Allouin…
 
Per questo motivo che invece di scrivere la solita reprimenda contro Allouin come faccio da 3 anni a questa parte, la butterò sulla culinaria prendendovi per la gola raccontandovi la ricetta del dolce che da secoli si fa nelle Terre di Bari in occasione della festa di Ogni Santi.
È l’antica ricetta della CORUA, il dolce dei povero mondo contadino, conosciuto anche come la colva dalle parti del Foggiano, prendete carta e penna e seguitemi...in questo momento mi sento molto Tonio Cartonio!
 
Gli ingredienti sono tipici del mondo contadino, si mettono insieme i frutti che giungono a maturazione in questo periodo e che rappresentano fertilità, ovvero la melagrana e l’uva.
Vi do le dosi per 8 – 10 persone, perché il dolce veniva preparato in grande quantità visto che il 1° Novembre era soliti radunarsi in famiglia e amici per festeggiare anche la fine dei lavori in campagna.
 
 
Vi servono:
 
- 500 gr di grano
- 150 gr di noci
- 1 grappolo di uva bianca
- 200 gr di cioccolata fondente
- Vincotto
- 150 gr di mandorle
- 1 melagrana
 
 
Per prepararlo dovete bollire per 30 minuti il grano, se avete quello precotto va benissimo.
Tostate le mandorle e tritatele con le noci e la cioccolata.
Sbucciate la melagrana e tagliate gli acini di uva a metà togliendo il seme.
In una terrina unite tutti gli ingredienti e amalgamate il tutto con il vincotto.
Dopo di che servitelo in bicchieri da macedonia.
 
È un’esplosione di gusti e di odori, il dolce del vincotto si mescola con il sapore amaro della cioccolata, i pezzi di noci con l’uva sono un’accoppiata perfetta.
Sarà pure un dolce povero ma il suo sapore è unico.
 
Mia nonna mi ha sempre detto che era tradizione prepararlo per la festa di Tutti i Santi, da alcuni anni purtroppo si era persa questa abitudine anche nella nostra famiglia!
Ma ora ci sono io a vigilare e questo pomeriggio la nostra tradizione tornerà a vivere.
 
Non dimenticate le vostre vere radici!!!
 
 

TIRIAMO LE SOMME...LA MIA ESPERIENZA DA "SCRITTORE"

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- 70 copie già vendute
- Tanti sorrisi regalati alla gente
- Tante persone che non mi conoscono, mache mi hanno sostenuto
- Tanta simpatia per questa folle iniziativa
- Alcune eccellenti risposte da addetti ai lavori


Potrei riassumerla in questi 5 punti la mia prima (e forse ultima) esperienza da "scrittore".
La scommessa con me stesso è stata abbondantemente vinta, in tempi di crisi, in una nazione dove non si comprano libri, contando solo sulle mie forze e rinunciando a tante cose, ho provato e ho vinto.
Perchè di vittoria si tratta, se da perfetto sconosciuto sono riuscito a interessare 70 persone alle quali ho regalato veri sorrisi.

Ricevere la risposta di Antonio Stornaiolo, il mitico Tata di Toti&Tata, che mi incita a continuare su questa strada e migliorarmi sempre di più, leggere delle miei piccole interviste sui siti di Bari e provincia, è una cosa magnifica!
Ogni volta che ho dato via una copia, il mio cuore si è riempito d'orgoglio.
Tante persone, che hanno fatto di tutto per sostenermi, arrivando a darmi qualcosina di più del bassissimo prezzo che ho chiesto, perchè il fine non è mai stato guadagnarci ma diffondere il più possibile.

Oggi ho venduto anche la mia prima copia dal sito ilmiolibro.it, una ragazza di Firenze di cui non so nulla ha decido di acquistare da sola il libro senza la mia intermediazione, si tratta del primo vero guadagno...ben 1.95 euro che si accreditano subito sulla carta di credito...per la serie "quello scrive i libri, sai quanti soldi si sta facendo!".

Sempre oggi ho ricevuto due piacevoli sorprese, la prima è la graditissima recensione del mio collega TAMARRO ITALIANO, che ha ricevuto la copia scrivendo bellissime parole, seguita subito da quella di Armando, ilpuma, amico e utente del sito solobari.it

CLICCA QUA PER LEGGERE LA RECENSIONE DI TAMARRO 

QUA INVECE TROVI LA RECENSIONE DI ARMANDO

La seconda bella sorpresa è la mia prima vera intervista rilasciata al sito Giovinazzolive.it, che ha dato risalto alla mia iniziativa e qui il ringraziamento va a Stefano (ti devo una freschissima Peroni).

LEGGI QUI LA MIA PRIMA INTERVISTA

 

Resto sempre a disposizione per nuovi ordinazioni...ovviamente!!!

 

NONNO, CI PORTI AL LUNA PARK?

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Da un paio di settimane anche a Bari è arrivato il luna park!

Quel luogo di divertimento per tanti bambini per me ha rappresentato una scuola di vita e un luogo di sofferenza psicologica “grazie” a mio nonno…!

Quando eravamo piccoli, mio nonno era solito portarci a Largo 2 Giugno dove nel periodo di Natale arrivavano sempre le giostre, ci caricava nella sua 127 rossa con la marmitta spanata, eravamo 7 cugini, alcuni si mettevano nel porta bagagli tra le damigiane di vino e le lattine di olio.

Alla vista di tutte quelle luci colorate, musichette e grida di gioia, noi bambini non stavamo più nella pelle, tiravamo il nonno da una parte e dall’altra chiedendo di fare ora un giro sulle macchinine a scontro, ora sulle montagne russe.

Ma mio nonno da perfetto gerarca Fascista ci riconduceva all’ordine dicendo: “Ora facciamo un giro, avete a disposizione solo un giro su una giostra, vedetele tutte e scegliete quella che più vi piace!”.

E noi con gli occhioni spalancati e pieni di entusiasmo dovevamo tenere a freno la voglia di provare tutte le giostre, dovevamo cercare la più bella per non bruciarci la nostra possibilità…

Giravamo in lungo e in largo seguendo il nonno, ma magicamente ci trovavamo a un certo punto a vedere sempre più lontane quelle luci colorate e a sentire distanti le musichette…il nonno da abile stratega riusciva a portarci lontano dal luna park, solo allora iniziavano le nostre proteste, ma lui con tranquillità ci rispondeva : “Ma come non vi siete divertiti vedendo gli altri divertirsi?!”.

Faceva sempre così, per lui ogni occasione ara buona per insegnarci il valore delle cose, il sacrificio e la privazione, arrivava a fare così anche nel panificio…ci faceva sentire il profumo di focaccia, si avvicinava e ti sussurrava nell’orecchio: “Ne vuoi uno stezzarello?!”…e rispondendo ovviamente di si lui subito ci diceva: “No! Devi reprimere i tuoi impulsi!”.

So che agli occhi di voi lettori potrebbe sembrare una cosa sadica, ma per noi non lo è mai stato, magari tornavamo a casa e protestavamo con la nonna che rimproverava il marito, ma tutti abbiamo sempre capito che quegli erano insegnamenti di vita, mio nonno ci ha viziato così e ancora adesso non potrò mai dimenticare la gioia immensa quando rincasava e ti diceva di andare a controllare nel forno e ci trovavi la focaccia, o quell’unica volta che ci fece fare il giro sulle montagne russe accompagnandoci…rischiò l’infarto pur di vederci felici.

Grazie nonno, ancora adesso ricordo quelle tue frasi, quando la prossima settimana FINALMENTE andrò al luna park, mentre sarò sulle montagne russe, le macchinine a scontro, nella casa dell’orrore e nel labirinto di specchi, ti penserò e dirò tra me e me: “Guarda come sto reprimendo i miei impulsi”…

UN DOLCE TESTIMONIAL PER IL MIO "LIBRO"

 

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"All'inizio ero perplesso, conosco l'autore, ogni volta che mi vede

mi strapazza e mi promette sempre che mi deve regalare la magliettina

con il polpo e la scritta Iè so d'Baar, volevo andarci con i piedi di piombo..."

 

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"...Alla fine però mi son dovuto ricredere, fasc'rid adaver!

E con la nuona copertina è ancora più bello!

PRENDETELO, SE NO MI METTO A PIANGERE!".

 

 

Ringrazio il piccolo Francesco per la pazienza e il suo sorriso e la fotografa ufficiale Elena per la geniale trovata.

QUANDO SI DICE CHE UNO E' PERSPICACE...

 
Alle 12.20 e 34 secondi di oggi ho ricevuto un commento da una certa DADA sul post "LETTERA AL SIGNOR IKEA", nel quale si legge testualmente:
 
"Carissimo amico,
mi dispiace tantissimo della visione che hai dei baresi solo perchè tu e tua sorella siete arraffoni (forse anche un po tirchi).
Che sia chiaro a me dell'ikea non m'importa un bel niente, ma non deve essere un pretesto per insultare gratuitamente me ed i miei
concittadini, spero tanto che tu non sia barese come me, me ne vergogneri.
ciao. Dà."
 
A volte mi cadono le braccia a terra.
Possibile che la gente spara sentenze senza minimamente sforzarsi di leggere oltre le righe?
Scrivo difficile?
Non mi sembra di aver mai parlato male dei Baresi...mi risulta difficile farlo anche quando proprio lo si dovrebbe fare!
 
La parte in grassetto è l'offesa più grave che mi si possa fare, io sono barese nelle vene e di certo potrei insegnarti parecchie cose mia "cara" DADA...
 

QUESTA VOLTA NIENTE NOBEL...

 
Sono indignato.
Si, perché anche se è vero che eravamo in tanti  concorrere, un po’ lo speravo.
Per quest’anno niente Nobel per la letteratura, ma forse questo mancato riconoscimento sarà dovuto al fatto che il mio libro è uscito poco più di un mese fa, magari non avranno fatto a tempo a esaminarlo…si senz’altro sarà andata così.
Vorrà dire che ci riproverò l’anno prossimo.
 
Intanto i dati iniziano a parlare e posso trarre le prime considerazioni.
Sono arrivato alla 3° ristampa, ho elaborato graficamente una nuova copertina che trasuda Baresità da ogni centimetro, tantissime copie stanno oltrepassando i confini regionali, concentrandosi soprattutto in Lombardia e Lazio.
Alcune copie a breve arriveranno a Parigi, Berna e addirittura in Ungheria!
Mi connetto a Hotmail per controllare la posta e nell’elenco di emmessenne leggo accanto ai nomi dei miei amici alcune frasi del mio libro!
È una cosa stranissima, ho ricevuto tanti complimenti, chi mi ha detto di averlo letto tutto in una volta perché non riusciva a distaccarsi, chi si è imposto di leggere un racconto al giorno come una pillola per in buon umore.
Chi mi ha chiesto subito quando ne scriverò un altro e chi mi ha detto che altri 2 -3 libri così e sarò arrivato ai livelli di Fabio Volo…
Per carità, i libri di Volo sono scritti da più persone, mica se li scrive tutti lui…
 
L’esperienza fin ora maturata è quindi più che positiva, ho un elenco di più di 30 persone che aspettano il “best seller” di fine anno.
Più di una persona mi ha promesso che mi contatterà per avere un po’ di copie da regalare a Natale a amici e parenti.
Nonostante tutto, ancora nessun editore ai quali ho mandato e-mail, si è fatto vivo e a me tocca rischiare in prima persona per ogni ristampa che decido di fare…
 
Ma forse ora che ci penso la soddisfazione più grande l’ho già avuta, regalando una copia del mio libro a una mia amica che aveva un gran bisogno di sorridere…beh, spero di esserci riuscito e a me questo basta.
 
 
LASCIATE UN COMMENTO SE VOLETE
ASSICURARVI UNA COPIA DEL MIO LIBRO
 
 

COSA FAREI CON 73 MILIONI DI EURO

 
superenalotto
 
Questa è la domanda che mi sono fatto stamattina, mentre in cucina facevo colazione sfogliando i quotidiani che riportano in prima pagina del favoloso jackpot in palio stasera per l’estrazione del Super Enalotto.
 
73 MILIONI DI EURO…....e quanti sono?
 
Come direbbe mia nonna: “Ma in lire quanto fanno?”, si, perché per mia nonna l’euro non esiste, lei fa i calcoli in lire…quindi sarebbero più o meno 146 MILIARDI DI LIRE.
 
Francamente da sempre preferisco pungermi alla SNAI con le partite di calcio, ma non vi nascondo che il priscio di fare una bolletta del Super Enalotto per tentare la fortuna mi inizia a stuzzicare.
Così subito la mia fantasia ha iniziato a galoppare…
 
Se stasera vincessi, 10 Milioni di euro per prima cosa li darei ai miei genitori come rimborso spese per le rotture di coglioni creategli durante questi 25, a titolo quasi di indennizzo per il danno subito nell’ avermi cresciuto e sopportato.
5 Milioni li distribuirei tra tutti i miei parenti e i pochissimi amici veri.
5 Milioni in beneficenza a quelle poche associazioni che aiutano per davvero la gente in difficoltà.
3 Milioni li userei per migliorare ancora di più la rosa del Bari nel mercato di Gennaio, in modo da puntare decisi al primato solitario in serie B.
Dai restanti 50 Milioni penserei poi finalmente a realizzare qualcosa per me: una bella casa come ho sempre sognato io, tipo villetta in città, con uno stezzo di terra dove divertirmi a coltivare qualcosa e arredata con gusto e raffinatezza.
Una macchina elegante e di classe, ma senza strafare perché la macchina è uno degli oggetti meno utili in fin dei conti…
Poi comprerei una casa al mare e una in montagna….ma si, abbondiamo, anche in collina!
 
Dopo di che organizzerei il mio matrimonio, anche qui senza inutili eccessi, senza però preoccuparmi di fare calcoli se è il caso o meno di invitare zia Concetta e zio Goffredo perché “altrimenti quanto mi costa il pranzo?!”.
Realizzato il mio sogno inizierei a vivere finalmente la mia vita, serenamente, senza lo stress e le preoccupazioni che ci tormentano di notte e a lungo andare ci fanno ammalare.
Così ci sarebbero tutti i presupposti per costruire una bella famiglia.
 
Il mio tantissimo tempo libero lo impiegherei per pensare a mia moglie e i miei figli, poi mi dedicherei a qualche lavoro di volontariato per lavorare immerso nella natura, circondato di alberi e animali.
 
La restante parte della vincita non credo la metterei in banca…con i tempi che corrono forse è meglio tenerli al calduccio sotto il materasso, per garantire un futuro sereno ai miei figli.
 
Ah…però non ditelo a papa Ratzingher…lui dice che i soldi sono niente…!
 
 

SEMPRE PIÙ AMORE TRA BARI&PERONI

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Ho i brividi...
A dimostrazione che noi la Peroni la beviamo da una vita...
Il signore con i mustazzoni in primo piano è Peppino Cusmai, primo capo ultras Bari.
La foto è scattata davanti al suo Bar, in Via Manzoni, quasi vicino a Piazza Garibaldi.

BEVETE RESPONSABILMENTE MASSIMO 3-4 CASSE A TESTA DI PERONI!

 

BARI AMA LA PERONI E LA PERONI AMA BARI

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La Peroni è la birra che amo,
La Peroni è tutto per me,
Negli stadi d'Italia beviamo,
la Peroni e non la Dreghèr...
 
Così recita una canzone che si è soliti cantare in curva Nord seguendo le partite della Bari.
 
I rapporto tra i Baresi e la birra Peroni è fortissimo e ormai consolidato.
Quel 25 luglio 2008 ormai sarà ricordato per sempre come una delle giornate più tristi in città.
Il glorioso stabilimenento della birra SEMPLICEMENTE PERFETTA, che va a fuoco...
La paura per i suoi tanti operai rimasti feriti, l'angoscia che l'intera struttura andasse a fuoco e che fosse costretta a chiudere per sempre, sono state paure che hanno assalito l'intera cittadinanza Barese.
 
Abbiamo risposto con affetto, siamo andati di corsa nei supermercati e nelle cantine a fare scorta di casse di birra, alcuni hanno portato fiori davanti ai cancelli dello stabilimento, si sono organizzati raduni sul lungomare per brindare a una presta riapertura dello stabilimento.
E la Peroni questo l'ha visto, ha visto concretamente l'affetto di tutti noi, non abbiamo pensato nemmeno per un attimo di rinfrescare le nostre gole con sottospecie di birre come la Dreher, Raffo o Moretti.
 
Abbiamo preferito bere acqua a costo di rischiare di fare la ruggine, ma la Peroni non si tradisce MAI.
 
E la Peroni tornata in piena produzione ci ha ringraziato tappezzando la città di manifesti che recitano : "Bari, grazie di cuore"
Grazie a te Peroni.